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Sito Archeologico

Gli Scavi archeologici

Le prime scoperte

Già quattrocento anni fa gli storici di Crema si interessarono agli antichi monumenti di Palazzo Pignano. Nel 1600 Terni nella sua Historia di Crema menziona questo luogo... “et nel cultivar de campi, gli antiqui sepulcri et marmoree lastre .... la antica torre cum tanti sepulcri, fundamenti e vestigi di gran cose che nobeltà e grandezza pur indicano.”

Soltanto nel 1874 in seguito alla sostituzione del pavimento della navata centrale della Pieve romanica, venne rinvenuto un ....” pavimento, formato da ghiarone con calce il quale era di tale consistenza che si rovinarono due picconi di ferro senza muovere un ciotolo!”.

... ma è solo da cinquant'anni che gli archeologi studiano e lavorano in questo paese. Il primo scavo archeologico fu fatto all'interno della chiesa parrocchiale tra il 1963 ed il 1967 e togliendo il pavimento apparvero sotto la Pieve i resti di una chiesa più antica, costruita circa 1500 anni fà, nel V secolo d.C. L’edificio sacro più antico venne chiamato dagli scopritori "la Rotonda" per la sua forma, molto particolare e singolare per l’epoca, riscontrabile in edifici religiosi eretti in Oriente e a Gerusalemme. Cosa era successo e ... perchè a Palazzo Pignano?

Grazie a queste scoperte si capì che tutta la zona intorno alla chiesa era importante, così si decise di esplorarla più in estensione. Nel 1969 finito lo scavo all'interno della chiesa, gli archeologi ne iniziarono un altro nei campi intorno e scoprirono così un'enorme villa romana.
Tra il 1969 ed il 1999, in circa trent'anni di scavi, si sono fatte numerose scoperte; è stata infatti portata alla luce una buona parte degli edifici antichi, tra i quali il battistero, ma resta ancora molto da fare. Di chi era quest’imponente villa?


La zona di rappresentanza con riscaldamento ad aria calda e gli splendidi mosaici per ospiti di riguardo.

La grande villa non è stata indagata completamente: ne sono state scavate infatti due parti, una più vicina alla chiesa (verso ovest) ed una più lontana (verso est). Quella ad ovest è formata da numerose stanze dalle forme originali (cerchi, semicerchi, esagoni ecc.) poste intorno ad un giardino ottagonale circondato da un portico chiamato peristilio.

La villa aveva pavimenti con mosaici colorati, pareti dipinte con vari colori, riscaldamento ad aria calda e vetri alle finestre, mentre il grande giardino ottagonale era probabilmente decorato con statue in marmo, alcune databili all’età imperiale.

La ricerca del benessere da parte degli abitanti della villa è denotata dalla presenza di un sistema di riscaldamento ad aria calda. Anche la presenza di mosaici indica la raffinatezza degli ambienti, riscontrabile in altre residenze di potentissimi proprietari dell’Impero Romano nella fase tardo antica.

La villa di Palazzo Pignano può essere confrontata con le più ricche e lussuose ville dell’Impero Romano, in particolare la più simile ed affine è la villa di Rabaçal in Portogallo, appartenente ad uno stretto parente dell’Imperatore, come riportato nei pannelli espositivi dell’Antiquarium.

I proprietari della villa di Palazzo Pignano erano dunque sicuramente ricchissimi, molto potenti e avevano probabilmente amicizie e conoscenze nella vicina città di Milano che tra III e IV secolo dopo Cristo era diventata capitale dell’Impero Romano. Questa lussuosa villa era quindi utilizzata dai suoi proprietari come luogo di residenza lontano dalla città.


La zona residenziale, lusso e comfort per i proprietari.

Passiamo alla parte della villa dedicata alla residenza privata dei proprietari Piniano e Melania e alla loro corte. La parte ad est è formata da due grandi stanze unite da altri piccoli ambienti. Durante il III secolo d.C. le campagne si spopolarono a causa delle epidemie e delle guerre e le piccole aziende agricole furono sostituite da grandi ville. Erano formate dalla lussuosa casa del padrone, da magazzini, stalle ed altri edifici necessari per coltivare i campi ed allevare il bestiame. Le ville di campagna dei ricchi romani diventavano nel tempo sempre più luoghi di divertimento e di svago, dotati di tutti i lussi ed i comfort.

Possiamo ammirare parte delle mura esterne della grande aula rettangolare che probabilmente era sviluppata su due piani ed anche in questa zona era presente l’impianto di riscaldamento ad aria calda. Sono stati rinvenuti, inoltre, vari oggetti che sono visibili presso l’antiquarium. Seguono una serie di ambienti di varie forme per giungere alla grande aula absidata ed anche la parte residenziale era degna del rango dei potenti proprietari. Numerose erano, infine, le terre attorno alla villa coltivate dagli schiavi.

L'immensa estensione di terreni che appartenevano ai proprietari era chiamata saltus ed era formata da una parte coltivata a cereali (frumento, orzo, farro), legumi (fave, lenticchie, piselli), viti, alberi da frutto (meli, peri, melograni, peschi, noci, susini, cotogne) ed una parte lasciata incolta ed utilizzata come pascolo per l'allevamento dei cavalli o per la caccia e la pesca.

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