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Pieve di San Martino

I Tesori d'Arte della Pieve

All'interno noterai che il lato destro conserva ancora le finestre, le colonne originali e i resti della cappella palatina battesimale a pianta circolare del V secolo, trovati sotto la Pieve dell’XI secolo, mentre il lato sinistro è stato restaurato più volte.

Ora conosciamo i tesori conservati nella Pieve ….. recandoci verso gli affreschi che decorano le colonne la zona dell'altare. Sono stati dipinti in vari periodi, i più antichi hanno almeno 600 anni (XV secolo) come l’affresco con San Martino che dà il nome alla chiesa. Un altro affresco riporta la figura devozionale di S. Defendente che stringe tra le mani una serpe. Il Santo è noto quale guaritore dai morsi di serpente.

Da notare è il paliotto dell’altare dipinto “a finto marmo” (scaiola) del XVII secolo raffigurante una Madonna del Rosario.

Da rilevare anche alcuni capitelli scolpiti dell’ XI secolo sopra i pilastri della navata meridionale. Uno raffigura dei grappoli d’uva, spesso scambiati per pigne. Un altro capitello è posato su una colonna del XV secolo, riusato e rappresenta una colomba ed un agnello per significare la purezza e semplicità dell’anima ed il sacrificio di Cristo. Nel Medioevo le scene figurate avevano uno scopo istruttivo per il popolo dei credenti.

L’eccellente acustica dell’edificio esalta poi uno dei maggiori tesori della Pieve: un organo settecentesco costruito dai Serrassi, restaurato filologicamente nel 1988. La Chiesa viene spesso utilizzata, per la sua ottima acustica, per le registrazioni di concerti di musica sacra e classica.

A fianco dell’ingresso un gruppo di statue in terracotta raffigura il Compianto di Cristo. L’opera rinascimentale è attribuita ad Agostino de Fondulis, grande artista cremasco.

All'interno noterai che il lato destro conserva ancora le finestre, le colonne originali e i resti della cappella palatina battesimale a pianta circolare del V secolo, trovati sotto la Pieve dell’XI secolo, mentre il lato sinistro è stato restaurato più volte.

 

Ora conosciamo i tesori conservati nella Pieve ….. recandoci verso gli affreschi che decorano le colonne la zona dell'altare. Sono stati dipinti in vari periodi, i più antichi hanno almeno 600 anni (XV secolo) come l’affresco con San Martino che dà il nome alla chiesa. Un altro affresco riporta la figura devozionale di S. Defendente che stringe tra le mani una serpe. Il Santo è noto quale guaritore dai morsi di serpente.

 

Da notare è il paliotto dell’altare dipinto “a finto marmo” (scaiola) del XVII secolo raffigurante una Madonna del Rosario.

 

Da rilevare anche alcuni capitelli scolpiti dell’ XI secolo sopra i pilastri della navata meridionale. Uno raffigura dei grappoli d’uva, spesso scambiati per pigne. Un altro capitello è posato su una colonna del XV secolo, riusato e rappresenta una colomba ed un agnello per significare la purezza e semplicità dell’anima ed il sacrificio di Cristo. Nel Medioevo le scene figurate avevano uno scopo istruttivo per il popolo dei credenti.

 

L’eccellente acustica dell’edificio esalta poi uno dei maggiori tesori della Pieve: un organo settecentesco costruito dai Serrassi, restaurato filologicamente nel 1988. La Chiesa viene spesso utilizzata, per la sua ottima acustica, per le registrazioni di concerti di musica sacra e classica.

 

A fianco dell’ingresso un gruppo di statue in terracotta raffigura il Compianto di Cristo. L’opera rinascimentale è attribuita ad Agostino de Fondulis, grande artista cremasco.

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